Teoria Polivagale nel lavoro corporeo

Le scoperte di Stephen Porges hanno portato a una nuova comprensione delle nostre reazioni allo stress, trasformando l’approccio al lavoro corporeo, incluso quello con il Metodo TRE®:

“Le terapie del trauma hanno un principio comune: il passaggio da sensazioni implicite a comportamenti espliciti. Il TRE ne è l’esempio perfetto… indurre il corpo a tremare, una risposta implicita, e ridefinirla con una terminologia esplicita. Le sensazioni interiori non diventano travolgenti, vengono contenute attraverso un semplice esercizio.” Stephen Porges, PhD

Talvolta però ci potremmo trovare di fronte a clienti “particolari”, al punto da sentirli troppo fragili anche per sperimentare la vibrazione muscolare attivata dagli esercizi TRE®. Dobbiamo infatti considerare che la vibrazione o il tremore potrebbero costituire un’ulteriore stimolazione eccessiva per un sistema nervoso già instabile, rischiando di sollecitare ulteriori risposte di difesa. Il nostro compito iniziale sarà quindi quello di proporre una attività calmante, quel tanto sufficiente a favorire una sensazione di presenza, per iniziare il lavoro con la vibrazione muscolare. Qui vengono di aiuto anche gli esercizi proposti da Deb Dana, psicoterapeuta, autrice e consulente statunitense di fama internazionale, nota soprattutto per aver “tradotto” in ambito clinico e reso accessibile al grande pubblico la Teoria Polivagale formulata originariamente dal neuroscienziato Stephen Porges.

Dall’integrazione teorica alla pratica clinica

Mentre Porges ha sviluppato le basi scientifiche e neurobiologiche, Deb Dana ha avuto il merito di creare una metodologia pratica (il metodo Rhythm of Regulation®) e una serie di strumenti che permettono alle persone di comprendere, “mappare” e regolare autonomamente il proprio sistema nervoso.
Nei suoi libri (come Esercizi polivagali per la sicurezza e la connessione), Dana spiega come il nostro corpo risponda allo stress e al trauma, attraverso tre stati principali:

  • Ventrale Vagale (Sicurezza e Connessione): Ci sentiamo calmi, socievoli e centrati.
  • Simpatico (Attacco o Fuga): Sperimentiamo ansia, rabbia, frustrazione o agitazione.
  • Dorsale Vagale (Sconnessione o Congelamento): Ci sentiamo spenti, esausti, depressi o mentalmente “assenti”.

Dana propone differenti interventi atti ad “allenare” il sistema nervoso alla flessibilità, dimostrando così che può attivarsi e tornare alla calma in modo sicuro.

l’Esercizio del “Freno Vagale” (Vagal Brake): il freno vagale è il meccanismo biologico che rallenta il cuore e ci permette di passare rapidamente dall’azione alla calma.
Come si fa l’esercizio: Si impara a fare piccole transizioni intenzionali. Ad esempio, muoversi in modo energico (attivazione simpatica) ma subito dopo espirare molto lentamente e concentrandosi ad ammorbidire i muscoli (attivazione ventrale).

Radicamento Attraverso il Tatto e il Peso (Grounding): quando si è in preda all’ansia o al congelamento, riconnettersi con l’ambiente fisico è fondamentale, ad esempio, portando l’attenzione ai punti di contatto del corpo. Ad esempio, sforzandosi di focalizzare l’attenzione sul sentire il peso dei piedi sul pavimento e percepire la spinta della terra verso l’alto.

Il tocco auto-compassionevole: Dana suggerisce di posizionare una mano sul cuore, sulla pancia o accarezzarsi delicatamente le braccia, per inviare segnali di sicurezza tattile al cervello (la cosiddetta co-regolazione interna).

Esercizi polivagali durante la pratica TRE

La sequenza standard degli esercizi TRE si compone di 6-7 tappe consecutive, seguite da una fase di vibrazione attiva, anch’essa intervallata da alcune pause. Un tipico esercizio di consapevolezza corporea, che potremo implementare più volte nel corso della sessione, si basa proprio sui meccanismi di ascolto e autovalutazione. Lo proporremo sia tra un esercizio e l’altro, sia in occasione di ciascuna pausa nella fase finale di tremore.
L’esercizio consiste nel focalizzare l’attenzione sulle proprie percezioni corporee, adottando una scala da 1 a 10 per valutare il grado di comfort avvertito in ciascun segmento del corpo o arto. Subito prima di passare all’esercizio successivo della sequenza TRE®, si identificherà la zona con il punteggio più alto; tra un esercizio e l’altro, quindi, si ripeterà questa autovalutazione per monitorare eventuali cambiamenti, mantenendo la stessa osservazione, anche durante le pause della fase di vibrazione attiva.
L’obiettivo di questo esercizio non è l’ottenere un punteggio via via migliore. Sarà invece l’attività stessa di valutare ripetutamente il proprio livello di comfort, specie se circoscritto a una piccola zona del corpo, a permettere al cervello di divenire più flessibile e a favorire il consolidamento della persona nello stato Ventro-Vagale. In pratica, riprendere il controllo e non subire più passivamente le turbolenze del sistema nervoso.

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